
Le Nepenthes dell'Indocina – un termine storico che include la Thailandia, il Laos, la Cambogia ed il Vietnam – sono rimaste nell'ombra per quasi un secolo.
Le prime specie provenienti da quelle regioni sono state descritte agli inizi del '900. In seguito, guerre e dittature hanno reso inaccessibili quei Paesi, impedendo lo studio e la classificazione di un gruppo di piante a dir poco problematico. Foglie ed ascidi molto simili fra loro, seppur appartenenti a specie diverse, hanno contribuito infatti a confondere le idee di tassonomi e coltivatori anche quando, negli anni Settanta, un ritrovato interesse per le piante carnivore ha fatto arrivare i primi esemplari di Nepenthes indocinesi nelle serre occidentali.
Di tutto questo l'autore è venuto a sapere solo nel 2001, mentre lavorava ai Kew Gardens di Londra. Una scintilla, che ha fatto accendere un fuoco. Come resistere ad una tentazione del genere? Terre inesplorate, piante sconosciute, una situazione irrisolta da cento anni... Nel 2004 è cominciata l'avventura: il primo viaggio in Thailandia (al quale ne sono seguiti altri quattro) alla ricerca delle risposte ad un buon numero di interrogativi, che per un bel pezzo non hanno fatto che aumentare. Di ogni avvenimento è stata presa nota, ed il risultato finale di quell'impresa durata sei anni è finalmente diventato un libro.
Con 207 pagine a colori (carta lucida, copertina rigida, formato 18 x 25 cm), 185 fotografie di piante in natura, quattro nuove specie ed una nuova varietà descritte per la prima volta, Nepenthes della Thailandia è l'insano diario del più irresponsabile, ossessionato, cinico, testardo e squattrinato naturalista che la storia ricordi. Dai un'occhiata all'interno.
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