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	<description>La passione per le piante insettivore</description>
	<lastBuildDate>Sun, 13 Jun 2021 00:25:48 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Piante carnivore: un rimedio 100% naturale contro mosche e zanzare</title>
		<link>https://www.piantecarnivore.net/un-rimedio-100-naturale-contro-mosche-e-zanzare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2020 18:23:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si sa, con l’arrivo della bella stagione, le temperature che si alzano e, perché no, una lieve brezza che ci protegga dalle calure eccessive, la voglia di passare sempre più tempo all’aria aperta torna a farsi sentire. Con lei, tuttavia, ritornano anche i fastidiosissimi moscerini, mosche, zanzare… e chi più ne ha ne metta! Oltre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si sa, con l’arrivo della bella stagione, le temperature che si alzano e, perché no, una lieve brezza che ci protegga dalle calure eccessive, la voglia di passare sempre più tempo all’aria aperta torna a farsi sentire. Con lei, tuttavia, ritornano anche i fastidiosissimi moscerini, mosche, zanzare… e chi più ne ha ne metta!<span id="more-327"></span></p>
<div id="attachment_151" style="width: 410px" class="wp-caption alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-151" class="wp-image-151" src="https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/trappola-drosera-273x300.jpg" alt="trappola della drosera" width="400" height="440" srcset="https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/trappola-drosera-273x300.jpg 273w, https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/trappola-drosera.jpg 572w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /><p id="caption-attachment-151" class="wp-caption-text">Insetto catturato da una Drosera</p></div>
<p style="text-align: justify;">Oltre al ricoprirci la pelle con spray antizanzare sintetici (che sicuramente bene non fanno) o al respirare i fumi degli appositi zampironi, esiste un’<b>alternativa 100% naturale per contrastare</b> <b>queste indesiderate presenze</b>: stiamo parlando delle <b>piante carnivore</b>, delle quali il pasto principale sono proprio i piccoli animaletti quali insetti e artropodi.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie alle loro trappole, che possiamo distinguere a seconda della tipologia di cattura che mettono in atto, sono in grado di attirare moscerini e zanzare e liberarci, così, dalla loro spiacevole presenza. Un compito che svolgono volentieri, visto il ricco bottino che questi insetti rappresentano per le loro “pance”.</p>
<div id="attachment_132" style="width: 410px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-132" class="wp-image-132" src="https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/trappola-dionea-240x300.jpg" alt="trappola dionea" width="400" height="499" srcset="https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/trappola-dionea-240x300.jpg 240w, https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/trappola-dionea.jpg 540w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /><p id="caption-attachment-132" class="wp-caption-text">Mosca catturata da una Dionea</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ma quali sono le <b>piante carnivore cattura insetti più diffuse</b>? Innanzitutto, va detto che ogni pianta carnivora rappresenta un ottimo alleato alla lotta contro le zanzare, visto che ogni tipologia è essenzialmente insettivora. Tuttavia, nel nostro Paese vi sono alcune più diffuse (e più facili da reperire) di altre: la <b>Drosera </b>(le cui trappole svolgono un’azione passiva), la <b>Dionaea</b> (le cui trappole sono, invece, “attive”) e la <b>Nepenthes</b> (il cui meccanismo di cattura prevede la caduta degli insetti all’interno degli ascidi).</p>
<p style="text-align: justify;">Se desiderate approfondire l’origine, i metodi di coltivazione e di cattura delle seguenti piante carnivore, vi invitiamo alla lettura delle loro schede di approfondimento, disponibili ai seguenti link:</p>
<ul>
<li>“<a href="https://www.piantecarnivore.net/drosera/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><i>Drosera</i></a>”</li>
<li>“<a href="https://www.piantecarnivore.net/dionea/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><i>Dionea</i></a>”</li>
<li>“<a href="https://www.piantecarnivore.net/nepenthes/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><i>Nepenthes</i></a>”</li>
</ul>
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		<title>Piante carnivore: le più adatte alla vita in casa</title>
		<link>https://www.piantecarnivore.net/le-piu-adatte-alla-vita-in-casa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2020 17:21:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come è noto, date le loro zone di origine, le belle ed affascinanti piante carnivore necessitano di condizioni ambientali particolari (e differenziate a seconda della tipologia di pianta) per vivere in salute. La coltivazione delle piante carnivore in casa, pertanto, non è così semplice come può sembrare. Innanzitutto, fattore comune alla maggior parte di queste [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Come è noto, date le loro zone di origine, le belle ed affascinanti <b>piante carnivore</b> necessitano di condizioni ambientali particolari (e differenziate a seconda della tipologia di pianta) per vivere in salute. La <b>coltivazione </b>delle piante carnivore<b> in casa</b>, pertanto, <b>non</b> è così <b>semplice</b> come può sembrare. Innanzitutto, fattore comune alla maggior parte di queste piante, e sicuramente a quelle che più si adattano alla vita in appartamento, è la necessità di un ambiente costantemente umido e la non esposizione ai raggi diretti del sole.<span id="more-319"></span></p>
<h2><b>Le migliori piante carnivore da appartamento</b></h2>
<p style="text-align: justify;">Venendo, ora, al nocciolo della questione “Quali sono le piante carnivore che meglio si adattano alla vita in appartamento?”, ecco una breve lista delle piante tra cui poter scegliere.</p>
<h3>Drosera capensis</h3>
<div id="attachment_216" style="width: 410px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-216" class="wp-image-216" src="https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/drosera-capensis-insettivora-300x282.jpg" alt="drosera capensis" width="400" height="376" srcset="https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/drosera-capensis-insettivora-300x282.jpg 300w, https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/drosera-capensis-insettivora.jpg 600w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /><p id="caption-attachment-216" class="wp-caption-text">Drosera capensis</p></div>
<p style="text-align: justify;">Questa specie appartenente al genere Drosera <b>ama l’esposizione alla luce</b>, pertanto è bene conservarla in un ambiente luminoso, dove, se non molto forti, possono arrivare talvolta anche i raggi diretti del sole (attenzione, però, che questo non vale per tutte le specie di Drosera: ve ne sono alcune, infatti, che soffrirebbero se esposte alla luce, pertanto è bene sapere sempre quale tipologia si abbia in casa). Il vaso nel quale coltivarla deve contenere un mix composto al <b>70% di torba di sfagno</b> e al <b>30% di perlite</b>, e bisogna assicurarsi di mantenerlo <b>sempre umido</b> (durante la stagione calda, inoltre, è consigliabile lasciare sempre un due centimetri circa di acqua demineralizzata nel sottovaso). Questa pianta può resistere bene anche alle fredde temperature, ma l’ideale sarebbe conservarla in un punto della casa in cui la temperatura sia sempre compresa <b>tra i 15° e i 30°C</b>.<br />
Per maggiori informazioni, vi invitiamo a consultare la scheda della pianta al seguente link: “<a href="https://www.piantecarnivore.net/drosera/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><i>Drosera</i></a>”.</p>
<h3>Nepenthes</h3>
<div id="attachment_215" style="width: 410px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-215" class="wp-image-215" src="https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/nepenthes-alata-insettivora-300x261.jpg" alt="nepenthes alata" width="400" height="348" srcset="https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/nepenthes-alata-insettivora-300x261.jpg 300w, https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/nepenthes-alata-insettivora.jpg 552w" sizes="auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px" /><p id="caption-attachment-215" class="wp-caption-text">Nepenthes alata</p></div>
<p style="text-align: justify;">Questo genere di pianta carnivora può adattarsi alla vita in casa, ma la sua coltivazione non rientra tra le più semplici. La pianta, infatti, necessita innanzitutto di un <b>ambiente molto umido</b>, con percentuali di umidità che non siano inferiori al 70/80%, e, in secondo luogo, ha bisogno di essere esposta per <b>moltissime ore</b> (circa 15) <b>alla luce</b> (mai, però, esposta ai raggi diretti del sole). Se desiderate coltivarla in casa, dunque, la soluzione preferibile sarebbe quella di predisporre un terrario, nel quale ricreare tutte le condizioni necessarie alla sopravvivenza della pianta.<br />
Per quanto riguarda il mix di terreno, vi sono vari pareri che circolano tra gli esperti in materia; l’importante è che predisponiate un substrato acido, povero di elementi nutritivi e ben drenante. La <b>temperatura</b> alla quale mantenere la Nepenthes, inoltre, <b>varia a seconda della specie</b>: vi sono alcune che prediligono fasce termiche dai 5° ai 30°C, altre dai 18° ai 30/35°C. Anche in questo caso, quindi, è bene informarsi sulle necessità specifiche della tipologia di Nepenthes acquistata.<br />
Infine, questa carnivora non ama i ristagni idrici, pertanto è consigliabile non utilizzare il sottovaso; il suggerimento è quello di innaffiarla dall’alto, aspettando che il terreno si asciughi tra un’innaffiatura e l’altra.<br />
Per maggiori informazioni, vi invitiamo a consultare la scheda della pianta al seguente link: “<a href="https://www.piantecarnivore.net/nepenthes/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><i>Nepenthes</i></a>”.</p>
<h3>Sarracenia</h3>
<div id="attachment_156" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-156" class="size-medium wp-image-156" src="https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/sarracenia-purpurosa-300x175.jpg" alt="sarracenia purpurosa" width="300" height="175" srcset="https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/sarracenia-purpurosa-300x175.jpg 300w, https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/sarracenia-purpurosa-768x448.jpg 768w, https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/sarracenia-purpurosa.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-156" class="wp-caption-text">Sarracenia purpurea</p></div>
<p style="text-align: justify;">Come le precedenti, anche questa carnivora necessita di essere piantata in un vaso contenente terreno dal basso ph (3-4.5), umido e povero di nutrienti; vi consigliamo, quindi, di preparare il mix con <b>tre parti di torba</b> e <b>una di sabbia</b>. Questa pianta necessita di essere esposta alla luce, pertanto vi suggeriamo di mantenerla in <b>stanze caratterizzate da </b>una <b>buona luminosità</b> (durante l’estate, quando il sole è più forte, è meglio tuttavia spostarla in una zona ombreggiata). Le temperature ideali per la sua sopravvivenza non devono scendere sotto lo zero o superare i 37°C, motivo per cui la temperatura non risulta un fattore di rischio per la coltivazione in appartamento della Sarracenia. L’importante è mantenere l’<b>aria</b> attorno alla pianta <b>altamente umida</b>, nebulizzando spesso dell’acqua distillata.<br />
Per maggiori informazioni, vi invitiamo a consultare la scheda della pianta al seguente link: “<a href="https://www.piantecarnivore.net/sarracenia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><i>Sarracenia</i></a>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte le tipologie di pianta carnivora elencate hanno in comune il fatto del <b>non</b> aver assolutamente bisogno di <b>essere concimate</b>. Sebbene si possa pensare che il fertilizzante le aiuti a svilupparsi e a crescere forti, in realtà rappresenta una quantità di nutrienti eccessiva per la pianta, e potrebbe causarne addirittura il soffocamento o, nelle ipotesi peggiori, la morte.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni, infine, annoverano tra le piante carnivore da interno anche la <b>Dionea muscipula</b>. Tuttavia, questa è una <b>pianta</b> preferibilmente <b>da esterno</b>, che non andrebbe coltivata in casa. È possibile spostarla in ambienti “casalinghi” quali cantine o garage (o in serre fredde) durante i mesi più freddi, a patto che siano luoghi ben illuminati.</p>
<p style="text-align: justify;">Se desiderate avere qualche informazione in più sulla Dionea, vi invitiamo a consultare la sua scheda al seguente link: “<a href="https://www.piantecarnivore.net/dionea/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dionea</a>”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.piantecarnivore.net/le-piu-adatte-alla-vita-in-casa/">Piante carnivore: le più adatte alla vita in casa</a> proviene da <a href="https://www.piantecarnivore.net">PianteCarnivore.net</a>.</p>
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		<title>Piante carnivore giganti: la leggenda delle piante mangia-uomini</title>
		<link>https://www.piantecarnivore.net/piante-carnivore-giganti-la-leggenda-delle-piante-mangia-uomini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2020 19:54:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come abbiamo già detto nell&#8217;articolo “Cosa mangiano davvero le piante carnivore?”, attorno a questa tipologia di piante sono stati tramandati, nel tempo, miti e leggende in grado di renderle degne protagoniste degli incubi peggiori. Piante dalla grandezza spropositata, dotate di enormi trappole e tentacoli in grado di catturare qualunque forma vivente passi nei loro dintorni… [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.piantecarnivore.net/piante-carnivore-giganti-la-leggenda-delle-piante-mangia-uomini/">Piante carnivore giganti: la leggenda delle piante mangia-uomini</a> proviene da <a href="https://www.piantecarnivore.net">PianteCarnivore.net</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Come abbiamo già detto nell&#8217;articolo “<a href="https://www.piantecarnivore.net/cosa-mangiano-davvero/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Cosa mangiano davvero le piante carnivore?</em></a>”, attorno a questa tipologia di piante sono stati tramandati, nel tempo, <strong>miti e leggende</strong> in grado di renderle degne protagoniste degli incubi peggiori. Piante dalla grandezza spropositata, dotate di enormi trappole e tentacoli in grado di catturare qualunque forma vivente passi nei loro dintorni… insomma, chi non tremerebbe dalla paura.<span id="more-282"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Eppure, oggi possiamo affermare con certezza che queste mostruose creature sono esistite, ed esistono, solo nella fantasiosa mente degli scrittori di storie dell’orrore, o dei romanzieri d’avventura lasciatisi ispirare dalle ambientazioni esotiche e da presunti fatti di cronaca del secolo scorso. Il 26 settembre 1920, ad esempio, <em>The American Weekly</em> riporta la notizia che una ragazza è stata divorata, nel lontano 1878, da un’enorme pianta carnivora in Madagascar; la stessa rivista riporta, inoltre, un fatto analogo che sembrerebbe essere avvenuto nelle Filippine nel 1925. Inutile dire come questi fatti non siano mai stati verificati e, soprattutto, siano <strong>del tutto inverosimili</strong>.</p>
<div id="attachment_285" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-285" class="wp-image-285 size-full" src="https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/pianta-carnivora-mangiauomini-madagascar.jpg" alt="albero mangiauomini madagascar" width="800" height="498" srcset="https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/pianta-carnivora-mangiauomini-madagascar.jpg 800w, https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/pianta-carnivora-mangiauomini-madagascar-300x187.jpg 300w, https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/pianta-carnivora-mangiauomini-madagascar-768x478.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><p id="caption-attachment-285" class="wp-caption-text">L&#8217;albero mangiauomini del Madagascar secondo il giornale <em>The American Weekly</em> (1920)</p></div>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>La realtà</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">È, quindi, sbagliato dire che esistono piante carnivore giganti? La risposta è: no, non è sbagliato. Vi sono <strong>due generi</strong>, in particolare, di pianta carnivora che possono raggiungere dimensioni davvero notevoli. Uno di questi è il genere <strong>Nepenthes</strong>, soprattutto la specie <em>Nepenthes rajah</em>, le cui trappole possono raggiungere i 35 cm di lunghezza e riuscire a catturare, in rarissimi casi, anche mammiferi di piccola taglia. L’altro è il genere <strong>Sarracenia</strong>: questo si sviluppa soprattutto in altezza, arrivando a raggiungere misure anche pari al metro, o poco più. Ciò dipende dal corredo genetico di ogni pianta, piuttosto che dalla specie di appartenenza.</p>

<a href='https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/nepenthes-rajah.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="220" height="300" src="https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/nepenthes-rajah-220x300.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="nepenthes rajah" srcset="https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/nepenthes-rajah-220x300.jpg 220w, https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/nepenthes-rajah.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 220px) 100vw, 220px" /></a>
<a href='https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/sarracenia-flava-1.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="225" height="300" src="https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/sarracenia-flava-1-225x300.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="sarracenia flava" srcset="https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/sarracenia-flava-1-225x300.jpg 225w, https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/sarracenia-flava-1.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a>

<h2 style="text-align: justify;"><strong>Dalle leggende alla cultura pop</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Tra le numerose storie popolari aventi come protagoniste piante assassine, la più degna di nota è sicuramente quella dell’<strong>albero mangia-uomini del Madagascar</strong>. Della sua presenza sembrerebbe essere stato testimone diretto l’esploratore tedesco Carl Liche, il quale, al ritorno dall’isola africana, nel 1881 scrisse di tale esperienza in una lettera diretta alla rivista <em>South Australian Register</em>. La stessa storia riemerge, poi, nel 1924, quando l’allora governatore del Michigan, Chase Osbron, pubblicò un libro dal titolo “<em>Madagascar, Land of the Man-eating Tree</em>” (“<em>Madagascar, terra dell’albero mangia-uomini</em>”), nel quale sono riportate anche testimonianze di preti missionari consapevoli dell’esistenza di questa creatura mostruosa e dei sacrifici attraverso i quali gli autoctoni chiedevano la sua “clemenza”.</p>
<div id="attachment_283" style="width: 410px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-283" class="wp-image-283" src="https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/albero-mangiauomini-madagascar-190x300.jpg" alt="pianta mangia-uomini" width="400" height="632" srcset="https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/albero-mangiauomini-madagascar-190x300.jpg 190w, https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/albero-mangiauomini-madagascar.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px" /><p id="caption-attachment-283" class="wp-caption-text">Ya-te-veo, leggendaria pianta mangia-uomini</p></div>
<p style="text-align: justify;">Spostandoci verso la <strong>giungla dell’Africa nera ed equatoriale</strong>, e verso altre <strong>zone dell’Amazzonia</strong>, si racconta la presenza di un’altra pianta demoniaca. Dalle descrizioni, la “<strong>Ya-te-veo</strong>” (dallo spagnolo, “già ti vedo”) sembrerebbe, infatti, una specie di pianta carnivora composta da più tronchi, lunghi e gracili, simili ai tentacoli di una piovra. La leggenda vuole che, alla vista delle prede, questi “tentacoli” si animino per catturarle. Nel 1887 questa pianta venne, inoltre, inserita nel libro “<em>Land and Sea</em>” (“<em>Terra e Mare</em>”) dello scrittore J. W. Buel, il quale raccontò come la stessa si cibi di grandi insetti, ma anche delle popolazioni indigene.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal <strong>Nicaragua</strong>, invece, arriva il mito della <strong>pianta succhia-sangue</strong>. Nel 1891, la rivista <em>Review of Reviews</em> pubblicò un articolo di discussione su un altro articolo, uscito in precedenza sulla rivista <em>Lucifer</em>. L’argomento centrale del pezzo era “<strong>The Devil&#8217;s Snare</strong>” (nome attribuito dagli abitanti del luogo alla pianta), conosciuta come pianta succhia-sangue. L’articolo riportava la testimonianza del naturalista Mr. Dunstan, il quale, ritornato dopo due anni di studio della flora e della fauna dell’America centrale, raccontò di come non fosse stato possibile esaminare questa creatura, in quanto dotata di lunghe radici aeree e numerose bocche a ventosa in grado di catturare la preda e succhiarle il sangue, nonché di strapparle lembi di pelle e carne.</p>
<div id="attachment_316" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-316" class="wp-image-316 size-full" src="https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/pianta-succhia-sangue-nicaragua.jpg" alt="pianta succhia-sangue nicaragua" width="600" height="422" srcset="https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/pianta-succhia-sangue-nicaragua.jpg 600w, https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/pianta-succhia-sangue-nicaragua-300x211.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /><p id="caption-attachment-316" class="wp-caption-text">Una rappresentazione della pianta succhia-sangue del Nicaragua</p></div>
<p style="text-align: justify;">Passando, ora, alla presenza di queste creature mitologiche nella letteratura, molti sarebbero gli esempi da poter offrire, in ragione del fatto che la fantasia umana, si sa, non conosce limiti. A titolo esemplificativo, ricordiamo il secondo racconto contenuto nella raccolta fantascientifica di H. G. Wells “<em>Il bacillo rubato e altri casi</em>” (1895), dove il tema del vampirismo viene declinato attraverso la presenza di una <strong>pianta-vampiro</strong>. Più recenti (primi anni Duemila), abbiamo nella saga fantasy “<em>Deltora</em>”, dell’autrice australiana Emily Rodda, la presenza di piante carnivore formate da grandi bocche dentate che crescono nella terra, ricoperte da foglie che si aprono non appena vengono calpestate dalla futura preda (che cade, quindi, vittima dentro la bocca nascosta), e il romanzo “<em>Vita di Pi</em>”, dello scrittore canadese Yann Martel, il quale racconta la storia di Pi, naufragato su un’<strong>isola costituita</strong> in realtà<strong> da sole piante</strong>, in grado di nutrirsi degli animali e degli uomini che passano la notte a contatto col suolo.</p>
<div id="attachment_288" style="width: 410px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-288" class="wp-image-288" src="https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/jumanji-pianta-carnivora-300x192.jpg" alt="pianta carnivora jumanji" width="400" height="256" srcset="https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/jumanji-pianta-carnivora-300x192.jpg 300w, https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/jumanji-pianta-carnivora.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px" /><p id="caption-attachment-288" class="wp-caption-text">Pianta carnivora del film Jumanji</p></div>
<p style="text-align: justify;">Non solo letteratura, ma anche <strong>film</strong>. Queste leggende sulle piante carnivore giganti, capaci delle peggiori crudeltà, hanno ispirato moltissime pellicole nel corso degli anni, tra le quali vogliamo qui citare alcune tra le più famose. Ecco quindi che, in “<em>Jumanji</em>” del 1995, appaiono diverse carnivore dalle dimensioni abnormi, una addirittura capace di sollevare un’automobile coi suoi lunghi e forti tentacoli; non meno famosa è l’apparizione del “Sarlacc” ne “<em>Il ritorno dello Jedi</em>” del 1983 (VI episodio della saga “<em>Star Wars</em>”): questa creatura è metà animale e metà vegetale ed è capace di catturare le prede, di cui poi si nutre, attraverso lunghi tentacoli che sbucano dal terreno nel quale è infissa e dal quale trae la maggior parte del suo nutrimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Per i più piccoli, infine, vogliamo citare qui anche uno tra i <strong>videogiochi</strong> più famosi di sempre: <em>Super Mario Bros </em>(Nintendo), nel quale, a ostacolare il protagonista nel completamento delle sue “missioni”, vi sono anche piante carnivore “piranha”, simili alla dionaea.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti e, con la consapevolezza che tali creature vivono solo nella mente dei loro ideatori, possono davvero diventare elementi preziosi per la riuscita di un buon prodotto letterario/cinematografico!</p>
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		<title>Cosa mangiano davvero le piante carnivore?</title>
		<link>https://www.piantecarnivore.net/cosa-mangiano-davvero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2020 18:44:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Attorno alle piante carnivore aleggiano molti miti e leggende. Se, da un lato, le credenze popolari hanno reso queste piante protagoniste di pellicole horror o fantascientifiche, dall’altro sono tutt’altro che veritiere e, quindi, da sfatare. No, “carnivore” non significa che possano mangiare carne, tantomeno quella umana. Questo appellativo è stato sostituito al precedente “insettivore” in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Attorno alle <strong>piante carnivore</strong> aleggiano molti miti e leggende. Se, da un lato, le credenze popolari hanno reso queste piante protagoniste di pellicole horror o fantascientifiche, dall’altro sono tutt’altro che veritiere e, quindi, da sfatare.<span id="more-274"></span></p>
<div id="attachment_132" style="width: 410px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-132" class="wp-image-132" src="https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/trappola-dionea-240x300.jpg" alt="trappola di dionaea" width="400" height="499" srcset="https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/trappola-dionea-240x300.jpg 240w, https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/trappola-dionea.jpg 540w" sizes="auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px" /><p id="caption-attachment-132" class="wp-caption-text">Mosca catturata da una Dionea</p></div>
<p style="text-align: justify;">No, “<em>carnivore</em>” non significa che possano mangiare carne, tantomeno quella umana. Questo appellativo è stato sostituito al precedente “<em>insettivore</em>” in quanto non solo queste piante sono in grado di catturare <strong>insetti</strong>, ma anche altri piccoli animali, quali gli <strong>artropodi</strong> (come, ad esempio, ragnetti), e <strong>protozoi</strong>, organismi unicellulari presenti soprattutto nelle acque dolci e marine, talvolta in muschi e terreni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ne consegue, quindi, che in natura (e se coltivate all’esterno) la “dieta” delle piante carnivore sia rappresentata da zanzare, formiche, coccinelle, mosche, ragnetti e così via, catturati in modo del tutto autonomo senza bisogno dell’intervento umano. Decisamente niente a che vedere con pasta al ragù o prosciutto.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa cambia se queste piante vengono coltivate in un ambiente chiuso, come un terrario? In questo caso, i “pasti” che normalmente questi esemplari trovano nell’ambiente che li circonda vengono a mancare. Pertanto, è consigliato fornirne loro piccole dosi ogni ventina di giorni circa (2/3 insetti al mese possono essere più che sufficienti).</p>
<p style="text-align: justify;">In alternativa, è possibile somministrare alle piante anche i seguenti alimenti: per le <strong>Drosere</strong> si possono diluire due parti di <strong>latte parzialmente scremato</strong> in una parte di acqua e somministrare una goccia di liquido, attraverso una siringa, su 4/5 foglie (che devono essere sane e collose). Questa operazione la si può ripetere ogni due, tre settimane, prestando però attenzione a <strong>non bagnare il substrato col latte diluito</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il genere <strong>Nepenthes</strong>, invece, un’alternativa è rappresentata dal pollo. Attenzione, però. Non stiamo affermando che la pianta gradisca una succulenta coscia di pollo cotta al forno, magari condita con qualche patata. Ci riferiamo al <strong>petto di pollo crudo</strong>, che deve essere <strong>frullato in acqua</strong> ad osmosi inversa (le dosi consigliate sono 5 gr. di pollo in 0,5 l. d’acqua) e poi filtrato con una garza. Con l’aiuto di una siringa, poi, il liquido ottenuto va introdotto all’interno di qualche ascidio (la “brocca” della pianta) per circa 1/3 della sua altezza. Questa operazione si può ripetere una volta al mese.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Una piccola precisazione</strong></h2>
<div id="attachment_151" style="width: 410px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-151" class="wp-image-151" src="https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/trappola-drosera-273x300.jpg" alt="trappola drosera" width="400" height="440" srcset="https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/trappola-drosera-273x300.jpg 273w, https://www.piantecarnivore.net/wp-content/uploads/2020/05/trappola-drosera.jpg 572w" sizes="auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px" /><p id="caption-attachment-151" class="wp-caption-text">Insetto catturato da una Drosera</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il termine “mangiare” non è propriamente corretto. Le piante carnivore, infatti, non “rosicchiano” tutto il corpo della povera preda fino a farlo sparire, ma ne estraggono le sostanze nutritive (come l’azoto, il fosforo e il potassio) necessarie alla loro crescita. Vivendo in terreni acidi e poveri di nutrimenti, infatti, questi vengono ricavati proprio dalla digestione degli animaletti catturati.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, è bene sapere che queste piante, crescendo in natura in suoli “difficili”, si sono nel tempo evolute per riuscire a sopravvivere anche in assenza di “cibo”; questo, infatti, rappresenta per loro quello che il concime rappresenta per tutte le altre tipologie di piante: è un <strong>aiuto per la crescita</strong>, ma <strong>non</strong> è <strong>indispensabile </strong>per la sopravvivenza.</p>
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